giovedì 4 gennaio 2007

La fede nei parchi

Sul "progetto" di Parco della Fede lanciato da Franco Iezzi si è detto e si potrebbe dire di tutto, tranne che si tratta di una idea sensata. Perlomeno non lo è rispetto all'impostazione di cui ho notizia. Caso chiuso.
Mi lascia perplesso però l'articolo de Il Tempo di ieri (3 gennaio) nel quale il Sindaco La Civita, intervistato da Fuggetta, si lascia andare ad un possibilismo molto old style DC, nonostante qualche distinguo ed il ricorso alla solita commissione di "saggi" che dovrebbe individuare la giusta formula per fare turismo religioso intorno a Celestino V.
Mi consola il fatto che quando un politico ricorre alle commissioni si tratta di inequivocabile segnale di attendismo di puro stile, appunto, democristiano.
Vedasi anche la commissione "per lo sviluppo" presieduta dal Prof. Mauro e che, stando alle solite malelingue, è ritenuta inutile dallo stesso presidente.
In quanto ai parchi ne abbiamo visti di tutti i tipi: scentifici-tecnologici, letterari, naturali, archeologici, storici e via discorrendo.
Questo dimostra che in Italia se c'è una fede che ci unisce tutti è quella nella proliferazione del parchi di tutti i tipi, più della fede che dovrebbe portare migliaia di visitatori alla settimana in una disneyland in salsa biblica.

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